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Tipologie di Tarocchi utilizzati
Storia dei Tarocchi

Già a partire dalla fine del XVIII secolo, i tarocchi furono associati alla Cabala Ebraica e ad altre tradizioni mistiche. Il primo a fare questo accostamento fu il Massone francese, Antoine Court De Gébelin, che arbitrariamente fece risalire i tarocchi all’Antico Egitto. Questa ipotesi, trasse importante impulso, intorno alla  metà dell’Ottocento, per il tramite dell’occultista Eliphas Lévi. Negli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento le dottrine esoteriche sui tarocchi furono fissate definitivamente da un altro occultista francese, “Papus” (pseudonimo di Gérard Encausse) e soprattutto dallo svizzero Oswald Wirth, in una serie di celebri opere ancora oggi molto seguite.

Il tipico mazzo di tarocchi è composto da un mazzo di carte tradizionali a cui si aggiungono ventuno carte dette Trionfi e una carta singola detta Il Matto. I trionfi sono generalmente illustrati con figure umane, animali e mitologiche e numerati da 1 a 21, spesso in numeri romani, anche volutamente sbagliati VIIII, XIIII XVIIII)

Nella terminologia introdotta dalle teorie esoteriche, i Trionfi e il Matto sono detti collettivamente Arcani Maggiori.

Etimologia

Alla loro comparsa, nel XI Secolo, questo tipo di mazzo era detto trionfi. Tuttavia, l’origine del termine non è mai stato certo. Sono state valutate alcune possibilità:

Nel XVI Secolo, in contemporanea con la comparsa di diversi giochi detti anch’essi “Trionfi”,  compare per la prima volta il termine “tarocco”. La sua prima presenza è in un inventario della corte di Ferrara del dicembre 1505, ma dello stesso anno è anche la prima occorrenza dell’equivalente francese Taraux, per cui è stato teorizzato che il termine italiano potrebbe derivare da quello francese, piuttosto che il contrario.   Nel tentativo di sostenere un’origine antica dei tarocchi alcune ipotesi esoteriche ipotizzano connessioni con antiche civiltà o con termini della Cabala, per esempio Antoine Court De Gébelin ipotizzò che derivasse dall’egiziano “Ta-Rosh” (“via regale”), Samuel Liddell Mac Gregor Mathers che derivasse dall’egiziano “taru” (che significherebbe “consultare”) mentre per Gérard Enncausse da un tetragramma cabalistico (“Tora”, “Rota” o altre varianti.)

La teoria generalmente accettata è che le carte dei tarocchi derivino dall’aggiunta dei trionfi al normale mazzo di carte da gioco italiane. Il primo riferimento alla loro esistenza è in una lettera del 1440 del Notaro: Giusto Giusti di Anghiari.

La prima testimonianza pittorica dei trionfi si trova nell’affresco Il gioco dei tarocchi, in uno dei cortili interni al Palazzo Borromeo di Milano. L’Autore dell’affresco è incerto ma è stato datato, da parte di critici esperti, intorno al 1440.

Primi mazzi

L’idea di un mazzo di carte “particolari” Venneal Duca Filippo Maria Visconti e la sua illustrazione affidata a Michelino da Besozzo. In base a quest’ultimo punto si può datare il mazzo ad un periodo tra il 1414 e il 1425.

I mazzi più antichi ancora esistenti sono stati realizzati per la famiglia Visconti e sono generalmente attribuiti al pittore di corte Bonifacio Bembo. Le carte sono dipinte col fondo in foglia d’oro o d’argento. Il più antico dei tre è detto Tarocchi Visconti di Modrone, o anche Cary-Yale, è conservato appunto nella collezione Cary, della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Universita americana di Yale.  La sua struttura è lievemente diversa da quella dei mazzi di uso comune. Un secondo mazzo, i Tarocchi Brera-Brambilla, di cui i trionfi rimasti sono solo due (La Ruota della Fortuna e L’Imperatore) viene datato tra il 1442 e il 1445. Il terzo mazzo, più completo, detto Tarocchi Visconti-Sforza, fu realizzato per Francesco Sforza e la Moglie Bianca Maria Visconti. Di quest’ultimo sopravvivono diciannove trionfi (mancano Il Diavolo e La Torre), anche se sei di esse (Temperanza, Forza, La Stella, La Luna e Il Mondo) sono carte aggiunte in un periodo posteriore.

Funzione delle carte

Nei primi secoli non ci sono resoconti che attestino l’uso dei tarocchi per scopi esoterici o di divinazione, l’unico riferimento ai tarocchi come mezzo di lettura del carattere delle persone è in un’opera di narrativa, il Caos del tre, per opera del monaco Merlin Cocai, in cui uno dei personaggi compone dei sonetti che descrivono il carattere di altri personaggi basandosi sulle carte dei Trionfi.

Diffusione del gioco

Una prima descrizione delle regole è contenuta in un piccolo libro, stampato a Nevers intorno al 1637. Il gioco è apparentemente molto diffuso, tanto che il gesuita François Garasse scrive nel 1622 che in Francia è più popolare degli Scacchi, ma per il 1725 la sua diffusione si è ridotta alla Francia Orientale, dove persiste fino ai giorni nostri dove rifiorisce prepotentemente, con altre modalità nel XX secolo.

In Francia è attiva una Fédération Française de Tarot il cui regolamento usa i Tarot nouveau.

Tarocchi occulti

I primi usi documentati dei tarocchi come strumento per la cartomanzia, risalgono al XVII secolo a Bologna. Comunque la loro diffusione moderna in cartomanzia e l’associazione con l’occultismo risalgono alla fine del XVIII secolo e sono dovuti principalmente ad Antoine Court de Gébelin e di Etteilla. Il primo volume della sua opera Le Monde primitif pubblicato nel 1781 incluse due saggi nel quale si sosteneva che i tarocchi fossero in realtà i Libri di Thot, codificati dai sacerdoti egiziani nelle immagini simboliche dei trionfi, per tramandarlo segretamente sotto l’aspetto innocuo di carte da gioco. Il secondo pubblicò una serie di libri (Manière de se récréer avec le jeu de cards nommées Tarots) tra il 1783 e il 1785 nei quali riprese ed approfondì, il legame dei tarocchi con i Libri di Toth e descrisse un metodo per il loro uso in cartomanzia.

Gérard Encausse, sotto lo pseudonimo di Papus (1865-1917), seguendo le idee di Lévi, si permise di creare tarocchi con i personaggi egizi illustranti in una struttura cabalistica.

Lavoro inutile ed assolutamente confuso, lo svolse Arthur Edward Waite. Pur di riuscire a far combaciare i tarocchi con le 22 vie dell’Albero della Vita, (Che pure hanno attinenza) che uniscono le 10 Sephirot della stessa Tradizione cabalistica, (Che pure hanno attinenza) scambiò il numero VIII della Giustizia con il numero XI della Forza; trasformò l’Innamorato in Gli Amanti; rivisitò a suo modo il Matto, spogliandolo di qualunque valenza esoterica, falsificando in questo modo il significato di tutti gli arcani.

Aleister Crowley, occultista appartenente all’ “Ordo Templi Orientis”, cambiò anche i nomi, i disegni (e quindi il significato) e l’ordine delle carte. Contribuendo a confondere le idee.

Nei primi anni del Novecento un noto autore, Paul Marteau, nel suo libro Le Tarot de Marseille riprodusse le sue carte. Questo evento, insieme a tutte le deviazioni di cui sono stati oggetto i tarocchi in questi ultimi due secoli, ha rappresentato il “colpo di grazia” per i tarocchi di Marsiglia. Infatti Marteau, commise due gravi errori: per un verso il suo mazzo è soltanto una brutta copia dell’originale, inoltre, modificò alcuni dettagli originali, forse per imporre il proprio marchio e poter commercializzare il proprio lavoro. Per di più, conservò i quattro colori di base imposti dai moderni macchinari tipografici, invece di conservare gli antichi colori delle copie dipinte rigorosamente a mano.

I tarocchi di Marsiglia

Non abbiamo riferimenti per la datazione dei Tarocchi di Marsiglia, così chiamati per la città della Francia che ha saputo sfruttare commercialmente la produzione di questo tipo di carte; sebbene i primi mazzi conosciuti risalgano al XVIII secolo, lo stile delle carte a semi italiani fa propendere per l’origine latina di questo tipo di mazzo, probabilmente diffuso dalla Lombardia in Francia. Uno dei modelli più conosciuti dei tarocchi di Marsiglia fu inciso su legno dal francese Claude Burdel nel 1751.

La carta della morte non aveva e continua a non avere nome. Le scritte erano in un francese sgrammaticato, spesso privo di accenti, apostrofi e a volte con le lettere attaccate l’una all’altra. In seguito, però, scopriremo che questi non erano particolari casuali, ma risultano avere un’importanza fondamentale.

Numerosi illustratori hanno realizzato nuovi mazzi, talvolta in collaborazione con storici e letterati. Per esempio, i Tarocchi di Dario Fo sono stati dipinti dal figlio Jacopo, su progetto del Padre. Michele Marzulli ha ideato, disegnato e realizzato i Tarocchi Massonici. Ma eccoci  praticamente alla svolta definitiva. Il Francese Convert, ha dato il suo apporto fondamentale a tutta la storia dei Tarot, ridisegnando e stampando il mazzo di Tarocchi Marsigliesi, che dal 1700 vengono a tutt’oggi usati. Grazie alle lastre in legno incise ovviamente al rovescio, contenenti Undici colori e non Quattro, ritrovate quasi fortunosamente, da quel fenomenale studioso di questi simboli esoterici millenari, Alejandro Jodororwsky, il quale nel secolo scorso, insieme al maestro Cartaio di Marsiglia Comoin, appartenente ad una delle famiglie secolari e più famose di Stampatori di Carte proprio a Marsiglia, insieme hanno impiegato oltre 20 anni, per riportare al loro più antico realismo, ed ai più mistici e celati simboli esoterici e massonici, i Trionfi. Gli arcani Maggiori, I TAROCCHI che finalmente oggi, conosciamo nel loro massimo splendore e misticismo. Al mondo, ci sono innumerevoli Cartomanti, al contrario, esistono pochissimi Tarologi, perché a pochi eletti, sono stati svelati i codici di decodifica di questi simboli. Perché in realtà, i Tarocchi esprimono un linguaggio, non un’interpretazione. I tarocchi sono un idioma, da imparare, da custodire gelosamente come i libri della Bibbia, le Sephiroth della Kabbalah, e le Upanisad dei Veda.

(Traccia fonteWeb, profondamente rivista, integrata e corretta, sino a fine Febbraio 2019.)

Posizione dei pianeti

Sun 07° Sagittarius 02' 46"
Moon 19° Taurus 50' 54"
Mercury 25° Scorpio 19' 44"
Venus 09° Scorpio 00' 29"
Mars 16° Aries 37' 59"
Jupiter 25° Capricorn 43' 29"
Saturn 28° Capricorn 12' 37"
Uranus 07° Taurus 35' 22" R
Neptune 18° Pisces 09' 45" R
Pluto 23° Capricorn 12' 48"
Chiron 05° Aries 04' 30" R
TrueNode 19° Gemini 55' 30" R
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